You Can’t Kill The Spirit 1.1/ Mutoid Waste Company Roma c.s.o.a. Villaggio Globale 18-5-1995

You Can’t Kill The Spirit 1.1 “Credo nell’eleganza dei cimiteri di automobili nel mistero dei parcheggi multipiano nella poesia degli hotel abbandonati. Credo nelle infatuazioni per stazioni di rifornimento in disuso più belle del Taj Mahal, credo in nuvole ed…

You Can't Kill The Spirit 1.1/ Mutoid Waste Company Roma c.s.o.a. Villaggio Globale 18-5-1995

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You Can’t Kill The Spirit 1.1

“Credo nell’eleganza dei cimiteri di automobili
nel mistero dei parcheggi multipiano
nella poesia degli hotel abbandonati.
Credo nelle infatuazioni per stazioni di rifornimento in disuso più belle del Taj Mahal,
credo in nuvole ed uccelli.
Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini
nell’intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte
nell’eleganza delle macchie d’olio sulle piste catramate dell’aereoporto.
Credo nel morbo conservato per la razza umana dagli
astronauti di Apollo.
Credo nell’impossibilità dell’esistenza, nell’inesistenza
dell’universo, nella noia dell’atomo.
Credo nei prossimi cinque minuti.”

(liberamente tratto da)
James. G.Ballard

1.1 concetto
“You Can’t Kill The Spirit” è un omaggio ad un gruppo di performers,i Mutoid Waste Company ,pionieri di una forma di spettacolo divenuta poi una subcultura e uno stile di vita: le tribes.
Il lavoro è stato realizzato nel Maggio del 1995 : inizialmente progettato come film collettivo in un seminario della facoltà di sociologia e scienze della comunicazione del’Università
“La Sapienza” di Roma,il lavoro è stato poi realizzato grazie alle sole risorse e alla passione dei partecipanti .

1.2 tecniche
Le riprese sono state realizzate in analogico ( mini videocamere VHS-C);la prima versione del video auto-prodotto,ha avuto una circolazione assolutamente underground: seminari universitari di sociologia urbana visuale,hack-meetings,rassegne di corti ad-hoc e i canali video di You Tube e Vimeo.

1.3 re-edit
A distanza di 10 anni dalla prima versione del video documentario in analogico siamo intervenuti sul documentario,digitalizzando le immagini ed editando le tracce audio/video;abbiamo inoltre restaurato le tracce audio originali e ricreato ad-hoc dei suoni che dessero maggiore continuità all’azione .

2.1 Mutoid Waste Company: la storia .
Joe Rush e Robin Cook,punk londinesi con la passione per il teatro di strada , il riciclo creativo e il riutilizzo dei rifiuti della società industriale,fautori della mutazione della materia e dell’ambiente, fondano il collettivo nel 1984.
In origine era una compagnia teatrale alternativa, le cui esibizioni consistevano in spettacoli animati da giochi di fuoco,dalla musica rumorista e dalle installazioni nate dall’arte del riciclaggio.
I Mutoids vivevano dentro caravans, fra materiale di scarto tecnologico e pezzi meccanici,sostando nei non-luoghi della società post-industriale:vecchi supermarkets, cantieri in rovina, parcheggi in disuso, fabbriche .
Un bus può essere trasformato in un appartamento o diventare un atelier e i rottami possono essere fonte di sostentamento guadagnando vendendoli e utilizzarli come pezzi di ricambio indispensabili o, ancora, elementi da riassemblare per fare scultura.
Un bus può essere dipinto e decorato in modo che esso stesso diventi un pezzo d’arte e se un bus non può essere lavorato, se ne possono ricavare dei pezzi che possono essere utilizzati per riparare altre macchine.
La lezione è questa: la necessità è il cambiamento;
ma, si badi bene, si sta parlando di un bus.
Per la maggior parte della gente il bus è niente di più che un mezzo di trasporto economico, ma per Joe e i suoi compagni di M.W.C. il bus è il cuore della loro filosofia, dove si vede combinata la doppia funzione di abitabilità e mobilità.
Qui la cultura del bricolage,il “Do It Yourself” trova la sua applicazione concreta: nello stile di vita dei M. W.C. si rispecchiano le caratteristiche dell’epoca contemporanea, in cui si è passati dalle certezze oggettivanti al fluido divenire delle mutazioni tecnologico-corporee.
I rottami sono la loro fonte di sostentamento: li vendono per mangiare, li usano per vivere e viverci e per fare riparazioni o sculture animate.La filosofia di M.W.C. è mutare ed essere mutati;con gli anni le sculture sono diventate sempre più complesse e le animazioni sempre più movimentate, utilizzando molta più tecnologia;
” Zombi Beat” è il gruppo dei percussionisti che utilizzano percussioni elaborate dai soliti rottami, che accompagnano ogni azione del gruppo con un tappeto sonoro percussivo improvvisato in base all’ambiente e alla reazione del pubblico.

Joe Rush, detto “Reverend Mutant Preacher King”, il “predicatore” del gruppo, sostiene che la loro filosofia ha qualche somiglianza con Mad-Max ,il film girato nel deserto australiano dopo l’olocausto del XXI secolo;come Mad-Max usano i più disparati attrezzi e, in mancanza di pezzi, se li autocostruiscono rovistando fra i rottami. Joe però sostiene che la scelta della loro vita è precedente alla creazione del film e ritiene che lo sceneggiatore sia stato, come lui, ispirato da “2000 AD Comics” (nota graphic novel,n.d.r.)

Dopo pochi mesi dalla fondazione del gruppo entra nei M.W.C. Strupper, punk inglese che guida la migrazione in Italia fino a Santarcangelo di Romagna, dove approdano nel 1990. L’occasione fu data da un Festival : la compagnia si presentò con una lunga parata d’insoliti automezzi: Fiat 500 trasformate in carri armati, un camion degli anni ’50 mutato in dinosauro,e molte altre diavolerie auto costruite ed assemblate. La compagnia s’innamorò del paese e il paese della compagnia: da allora occupano un’ex cava lungo il fiume Marecchia dove vivono e lavorano, mutando ,lasciandosi mutare,e creando le loro opere.

2.2 il rito-la performance
Nessuno di noi sa cosa accadrà.
L’effetto sorpresa è assoluto nell’ampio spazio dell’ex mattatoio del Testaccio,da sempre area sosta di gruppi nomadi ,ora c.s.o.a. Villaggio Globale, e luogo dell’azione;
il primo movimento a cui assisto è l’accensione di un motore a scoppio sospeso su catene ,avviato con uno spruzzino da lavavetri ed un accendino da un cristone in cresta punk e mantello di pelle;
la scena è buia, l’aria è satura di benzina e i vapori della benzina, inalati. abbattono le soglia di difesa degli spettatori ;cominciano a sfilare le macchine mutoidi riassemblate e le prime torce illuminano la scena; sul palco,in fondo , uno chef stregone usa il flex come un sintetizzatore,producendo un onda sonora che gioca con il tappeto ritmico techno,e le percussioni metalliche.
Tutte le azioni sul campo sono simultanee e la folla degli spettatori si muove guidata dal fuoco dei lanciafiamme e dal movimento di macchine e moto mutanti;inizia una partita di hockey con una palla infuocata e i giocatori con le divise costruite riassemblando quelle dei vecchi vigili urbani romani,”i pizzardoni”;il fuoco sale,evocando memorie bradburyane;il suono techno si arricchisce delle percussioni di metallo riciclato ed elettrificato dei Zombie Beat ,in perfetto accordo ritmico da performance elettroacustica;appaiono uomini in tute ignifughe e lanciafiamme e una gentile tank girl uscita da una storia di A.D. comics gentilmente ci allontana con il suo lanciafiamme…i miei capelli puzzano di bruciato.
Tra le fiamme alte appare il Totem mutoide,uno scheletro di metallo rivolto verso un enorme girarrosto,dove,a mano,si “arrostisce” una Fiat 500,icona della rivoluzione automobilistica italica degli anni ’60/’70.Un girarrosto di 500,per la gioia della famiglia Agnelli e del mito dell’auto al popolo!
I lanciafiamme montati sulle macchine mutoidi contribuiscono a tenere alta la tensione:siamo all’acme del rito,la gente urla,la techno è forte,la situazione è apparentemente fuori controllo.
Breve pausa.
Nel cuore della notte,mentre la brace brucia ancora sotto la 500,i post-umani mutoidi ritornano tra gli spettatori con le tute ancora annerite dal fuoco e, per riaffermare la loro umanità e il loro senso del ludico,improvvisano un set di rockabilly con basso ,voce e batteria,in puro spirito buskers!
L’ alba spunta sull ex mattatoio ,il luogo del rito e il totem si a staglia nel blu,unico segno tangibile della notte di fuoco: la brace brucerà ancora per ore.

3.1 la techno come omeopatia del rumore quotidiano.
Viviamo totalmente immersi in dinamiche di suono e rumore,consapevoli ed inconsapevoli;
la fine della modernità lascia indelebile una traccia di rumore di fondo atemporale;
le fonti sono le piu’ varie e diverse: automobili,tecnologie, oggetti di uso quotidiano,cantieri aperti,tutto è suono e rumore! La soglia dell’inquinamento sonoro negli ambienti urbani cancella il silenzio, come una condanna.
Come nell’omeopatia la somministrazione del principio del male cura il male,i post-umani manifestano un bisogno, sentono un richiamo antico,il ritmo ,il battito, una necessità di basse frequenze di cui nutrire il plesso solare.
Il riutilizzo creativo ad uso ludico delle le stesse basse frequenze, ossessione e rumore del presente , diventa un bisogno,una necessità:
il principio del male è la cura.

4.1 nuovi lavori generativi collettivi
L’occasione di presentare al pubblico il nostro documentario ha indicato nuove strade al lavoro collettivo:
intendiamo condividere ,con tutti i mezzi necessari (mailing,file sharing,networking) le immagini e i suoni della performance per generare una serie infinita di versioni possibili del lavoro audio/video,in un gioco di ricombinazione che ridìa vita alle immagini e ai suoni che abbiamo restaurato,fedeli al metodo di riciclo creativo dei Mutoid Waste Company.

note:

Mutoids Waste Company
Notes on Autonomy

PLEASE:
1.Be happy!
2.Take time to Dance!
3.Check out the amazing night skies!
4.Remember… you are NOT in the city!
5.Bring everything YOU need with YOU, as numbers sharing the journey are unknown. This includes reliable, well prepared vehicles and spares. Fuel and water storage systems, tools, food and very warm bedding – desert nights are COLD
6.Keep your litter your problem!
7.Bury your Pooh AND burn the paper, otherwise dogs dig it up again !!!
8.Tidy up your own old tyres, bottles, T-shirts, Oil filters, sleeping bags, ripped tents, plastic bags, food cans, cooking utensils, nappies, boots, tent pegs, ciggy butts, tarps, ropes…… Oh Jeez you get the Idea!
9.Keep things you don’t enjoy, to a minimum!
10.Do not bring your “stuff” from the past age as we are entering a new age!!!
11.Be Loving to all Beings!
12.Take time to Heal Yourself!
13.Do it again next year!!!

FINALLY:

1.DRUGS and ALCOHOL – if you choose to be off your face you may well miss the point, surely it has reached the time to evolve past these induced states? Be clear and clean enough to induce your own natural blisses.
2.The level system of governance implies the lateral passage of information resulting in decision.
NO VERTICAL HIERARCHY.
However, keep respecting your Elders.

3.Non-destructive animals welcome.
ON THE BUTTON……..BE FREE AND ENJOY!!!

(Questo lavoro,video e testo, è stato presentato alla Università della Sorbona,Parigi,il 20 Aprile del 2005)

CEAQ (Centre d’Études sur l’Actuel et le Quotidien)
GRIS (Groupe de Recherche sur l’Image en Sociologie)

YOU CAN’T KILL THE SPIRIT 1.1
Mutoid Waste Company. Néonomadisme, sacralité et rite dans la métropole ré territorialisé

Séance Gris + Gretech 20 avril 2005

http://www.ceaq-sorbonne.org/node.php?id=1121&elementid=802

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